Il monte Ascensione

In cima alla vetta , lunedì 24 maggio 2021

È stata una passeggiata tra l’andante e il faticoso, ripagata dai panorami e dall’emozione che ho provato raggiungendo la vetta.

La partenza! Prati estesi verdeggianti e colorati di piccoli fiori, invitano alla passeggiata
Subito si aprono panorami stupendi, riusciamo ad identificare i nomi di alcuni paesini visibili da li: Porchiano, Ripaberarda, Castignano.
Con i prati alle nostre spalle, si imbocca un sentiero nel boschetto. Alberi che si intrecciano fra loro quasi abbracciandosi. Tra i rami, la luce del sole illumina il nostro cammino. Uscendo dal boschetto, una radura con mucchi di legna pronta da ardere, sullo sfondo il Monte Vettore e ciò che rimane della neve.
Abbiamo scoperto questo fosso grazie a Gianfranco, il nostro amico che ci ha accompagnato in questa escursione.
Raggiunta la vetta!! La vista , nonostante la foschia, è magnifica…un salto sulla vetta non può mancare

Il monte Ascensione, l’Ascensiò in dialetto ascolano, è un rilievo subappenninico marchigiano di 1100 m di altitudine.

Desideravo camminare su quella montagna, che vedevo da ogni dove, da molto tempo. La curiosità di sentirne l’appartenenza era parecchia. Tante sono le leggende che ho letto ed ascoltato a riguardo di questo luogo. A partire dal suo nome: Ascensione, Ascensiò, Monte Nero, Monte Polesio.

Il suo profilo frastagliato, visibile nella maggior parte del territorio della provincia, ricorda diverse figure a seconda del punto d’osservazione: la bella addormentata o il profilo di Cecco d’Ascoli, eretico avversario di Dante Alighieri.

Ed è durante la discesa per tornare, che imboccando una strada bianca, si è aperto uno scenario indescrivibile: i calanchi, così mai visti! Mi sono dovuta sedere sul prato per non perdere nessun particolare, per godere appieno di questa parte di territorio che per certi aspetti risulta drammatica per la fragilità del suo terreno.

L’area del monte Ascensione è, dal punto di vista amministrativo, divisa tra i comuni di Ascoli Piceno a sud; Appignano del Tronto a sud-est; Castignano a nord-est; Rotella a nord; Force a nord- ovest; Palmiano e Venarotta ad ovest.

La cappella vecchia

Il 15 agosto si celebra la festa dell’Ascensione ed è da Ascoli e altri paesi che si raggiunge, i più coraggiosi a piedi, la chiesa dedicata alla Madonna dell’Ascensione collocata sulla vetta.

Il Monte fu denominato Monte Polesio, dalla leggenda di Polisia, una bellissima ragazza, figlia di Polimio, prefetto di Ascoli. La ragazza si convertì, contro la volontà del padre, al Cristianesimo e per questo motivo dovette fuggire dai soldati romani che volevano inprigionarla. C’è chi racconta che si perse sul monte e chi, che una voragine si aprì fino ad inghiottirla. Molti, ancora oggi, portano con sé un sasso da Ascoli e una volta arrivati in cima gettano il sasso esprimendo un desiderio. Ovviamente, questa è solo una leggenda.

Un piccolo borgo che comprende tre costruzioni, molto vecchie ed abbandonate, ma sicuramente testimoniano la vita che c’è stata.
Beccata😅

Vorrei ringraziare i miei compagni di avventura, Bernardo e Gianfranco, per la pazienza che hanno dimostrato durante le mie infinite soste fotografiche.

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