Oasi naturale del lago secco-Pannicaro

Il nome di questo laghetto può far sembrare tutt’altro, invece qui l’acqua non manca di certo.

Lago Secco 1550 mt di altezza

Il piccolo specchio d’acqua si trova ai piedi del bosco di Pannicaro. A dispetto del nome, è un lago permanente abitato da una nutrita colonia di anfibi, la rana temporaria e il tritone alpino


Questa area, ora protetta, appartiene al WWF ed è situata all’interno del Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga, e’ solcata da una fitta rete di sorgenti, rivoli, ruscelli, torbiere e specchi d’acqua che vivacizzano un ambiente peculiare e raro sugli Appennini.

Area protetta

Il nostro percorso a piedi, inizia alle ore 9,30 di un lunedi d’agosto, in piacevole compagnia di amici.

Punto di partenza del sentiero è l’abitato di Poggio d’Api (1080 metri), che si raggiunge da Trisungo, sulla Via Salaria, per la strada che aggira Spelonga, tocca Colle e supera il torrente Chiarino su un alto viadotto. Fino a Poggio d’Api si percorrono 11 chilometri, la carrareccia da seguire inizia subito prima del paese (1075 metri).

Durante il percorso si ha la possibilità di trovare molti punti di ristoro, utilizzati da boy scout e persone che amano fare passeggiate in montagna.

Punto di ristoro

La passeggiata è davvero piacevole, i paesaggi sono incantevoli ed unici. I Monti della Laga, sono montagne uniche negli Appennini per le caratteristiche geologiche.

Esse sono costituite da arenarie e marne che determinano la morfologia della catena montuosa. Le cime si presentano arrotondate, le valli profonde, le acque scorrono superficialmente creando laghi, pozze, torbiere e cascate.

In alcuni punti la strada risulta fangosa, occorre fare molta attenzione ed indossare le scarpe adatte per non scivolare.

Dopo circa due ore arriviamo alla meta. Una staccionata in legno delimita l’intera area protetta, circa 14 ettari. Il laghetto si scopre al centro di una vallata circondata da una faggeta.

Un piccolo paradiso sulla terra, alberi secolari, acque colorate dalla terra e dal cielo, silenzio parla la natura.

Qui è davvero la natura a raccontarsi, incantevole❤ ed è qui, sulle sponde di questo laghetto, che decidiamo di fare una pausa. Scaldati dal sole di agosto, assaporiamo tutti insieme questo momento magico.

Il livello dell’acqua del lago secco varia di alcuni metri nel corso dell’anno ed è influenzato dalla piovosità e dallo scioglimento delle nevi. A maggio il livello di profondità max del lago è di 10 metri circa e in inverno è ricoperto da uno spesso strato di ghiaccio.

Il cardo e il Vettore

Di ritorno, decidiamo di fermarci a vedere da vicino una piccola costruzione, un piccolo nido d’amore, così ci racconta Gianfranco. La storia è davvero romantica, testimonianza di attimi di amore di due persone. Una donna, di passaggio in quelle zone, si innamora di un pastore residente in questi boschi. Per lui lascia il suo mestiere d’insegnante a Roma e insieme vivranno nella cassetta del bosco. Accade intorno agli anni 70, ora la casetta è disabitata, ma davvero particolare la sua architettura, impossibile non visitarla

Da qui ho voluto portare con me dei piccoli rametti di lavanda selvatica. Il loro profumo mi ricorderà questo romantico luogo

L’intera camminata, fatta anche di piccole e piacevoli soste, è durata circa 5 ore. Il tragitto con l’auto, da Offida a Poggio d’Api e viceversa, circa due ore. Oltrepassata la frazione di Colle d’Arquata, nelle Marche, siamo in provincia di Rieti, nel Lazio.

A pochissimi km da casa e per chi viene in vacanza nel Piceno, si ha la possibilità di percorrere sentieri molto differenti tra loro e sicuramente unici. Queste zone ancora martoriate dal terremoto del 2016, stanno resistendo allo spopolamento, ricostruendo le loro case, le loro chiese, le loro tradizioni. La loro economia gira attorno al commercio di legna e carbone. Lungo la strada è visibile come trasformare legna in carbone e mezzi che permettono di trasportare la legna.

Infine, vorrei ringraziare una persona che ci ha fatto da guida e ci ha condotto alla scoperta di questo luogo, Gianfranco Cossetti. Grande conoscitore ed amante vero della montagna!

La chiesetta di San Silvestro in ristrutturazione dopo il sisma del 2016

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